Traduttori

Nella lunga produzione di Sanantonio in Italia svariati nomi si sono alternati nelle traduzioni dal francese e hanno avuto un ruolo decisivo nel dare l'impronta alle opere che ci sono giunte. L'adattamento di certe espressioni dall' argot è risultato impossibile, per cui la fantasia del traduttore ha spesso assunto un ruolo determinante nell' andare al di là delle parole di Dard e diventarne co-autore a tutti gli effetti. 

I primi 3 Sanantonio sono a cura di Jean Barbet e Giuseppina Pisani Futacchi, che collaboreranno ancora in seguito per una sola traduzione prima che la Futacchi si occupi di 3 romanzi come unica traduttrice. Lo stile è buono ma l'attenzione è tesa al racconto della storia, non ci sono momenti di ironia o "torte gettate in faccia al lettore" come accadrà in seguito. 

Bruno Just Lazzari

Bruno Just Lazzari

Col numero 4 "Siamo logici perdiana" compare quello che sarebbe diventato il miglior traduttore in assoluto, il grande Bruno Just Lazzari.
Chi ama Sanantonio non può non amare lo stile di quest'uomo che ha contribuito alla trasmissione del suo linguaggio unico, le ironie inconfondibili e le risate che è riuscito a scaturire senza cadere troppo nella volgarità o nell' eccesso. E' lo stile che personalmente preferisco e che ha segnato la gran parte della diffusione Sanantoniana, come quantità e soprattutto qualità. La sua morte è stata una perdita dolorosa e senza dubbio Sanà deve rendere omaggio all' interprete che in Italia più lo ha valorizzato.

Gianni Rizzoni

Già col numero 7 "Il filo per tagliare il burro" compare l'altro grande nome legato alla storia di Sanà, quello di Gianni Rizzoni. 
Il suo è uno stile più energico e diretto, altrettanto piacevole per chi come me adora anche gli eccessi di Sanà, le volgarità spicciole, le provocazioni aperte.
Anche se numericamente il contributo dato alle traduzioni è modesto, egli resta il perno fondamentale della produzione Sanantoniana in Italia visto che diviene curatore della serie già dai suoi inizi e dal 1979 in poi è il direttore responsabile di tutta la collana.
Inoltre gli va riconosciuto il tentativo di riproporre Sanà in Italia con l'operazione dell'editoriale Rosa & Nero di cui era unico artefice; insomma  è stato il vero padre di Sanà in Italia, colui che lo ha diffuso animato da una passione straordinaria.

Da ricordare, interposte tra le le numerose traduzioni di questi due mostri sacri, anche la partecipazione sporadica di altri nomi, come quello di Guy Kaufmann, traduttore dei n°31 "Lasciate perdere la ragazza" e 56 "Sciroppo per le vespe", quello di Ersilia Borri per il n°46 "Sono fatto così" e quello di Salvatore di Rosa, che oltre al n°127 "Principi & Bidoni" è stato il protagonista (insieme a Lazzari) delle traduzioni dei grandi volumi illustrati, in uno dei quali, "La sessualità", ha collaborato con Gigi Rosa.
Infine per l' esperienza della casa editrice Le Lettere, i nomi nuovi tra i traduttori di Sanà sono quelli di Enzo Fileno Carabba Domitilla Marchi, a cui va il merito di aver accettato la sfida non semplice di reinventarsi uno stile riproponendo nuove opere in Italia dopo 15 lunghi anni di mancanza dal mercato.


Per riassumere, ecco numericamente come sono state distribuite tutte le traduzioni di Sanà dagli inizi fino ad oggi:

TRADUTTORE
N° TRADUZIONI
%
Bruno Just Lazzari
85
65
Gianni Rizzoni
15
11
Giuseppina Pisani Futacchi
7
5
Enzo Fileno Carabba
6
4,5
Domitilla Marchi
6
4,5
Jean Barbet
4
3
Salvatore di Rosa
4
3
Guy Kaufmann
2
2
Ersilia Borri
1
1
Gigi Rosa
1
1
TOTALE
131
100
Note:- non sono stati conteggiati nè i fumetti nè le ristampe ma solo le 120  opere originali (106 edizioni classiche + 5 volumi illustrati + 3 inediti Rosa & Nero + 6 romanzi Le Lettere);
        - siccome ci sono stati 11 casi di collaborazione nelle traduzioni, il computo totale risulta 131, quindi più elevato delle effettive  120 opere; se ne è comunque tenuto conto per la %.